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Alessandro Congedo
Green e sostenibilità

Accessibilità digitale e European Accessibility Act: cosa devono sapere imprese ed enti

Accessibilità digitale e European Accessibility Act: cosa devono sapere imprese ed enti

L'European Accessibility Act è la direttiva europea che dal 28 giugno 2025 richiede che una serie di prodotti e servizi, tra cui l'e-commerce, i servizi bancari al consumo e diversi servizi digitali, siano accessibili anche alle persone con disabilità. In Italia è stato recepito con il decreto legislativo n. 82 del 2022. Per le imprese coinvolte significa progettare siti, app e documenti secondo requisiti di accessibilità digitale riconosciuti, con l'eccezione delle microimprese che forniscono servizi.

Questo articolo offre un quadro generale e non sostituisce un parere legale: per valutare la propria posizione è opportuno rivolgersi a un professionista. Le informazioni tecniche e organizzative che seguono valgono però per qualunque organizzazione voglia rendere i propri servizi digitali fruibili da tutti.

Che cos'è l'accessibilità digitale

Un servizio digitale è accessibile quando può essere usato anche da persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, e più in generale da chiunque si trovi in condizioni di difficoltà: una persona anziana, chi usa uno smartphone sotto il sole, chi ha una connessione lenta. In concreto significa, ad esempio, testi leggibili e con contrasto adeguato, immagini descritte da testi alternativi, navigazione possibile anche solo da tastiera, moduli comprensibili, video con sottotitoli, compatibilità con i lettori di schermo.

European Accessibility Act: cosa prevede e da quando si applica

La direttiva (UE) 2019/882, nota come European Accessibility Act, armonizza i requisiti di accessibilità per alcuni prodotti e servizi nel mercato europeo. Gli Stati membri dovevano recepirla e applicarne le regole dal 28 giugno 2025. In Italia il recepimento è avvenuto con il decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82.

Quali servizi riguarda

Tra i servizi coinvolti rientrano in particolare:

  • i servizi di commercio elettronico rivolti ai consumatori, come negozi online e sistemi di vendita a distanza;
  • i servizi bancari per i consumatori, inclusi home banking e app;
  • i servizi di comunicazione elettronica;
  • alcuni servizi legati al trasporto passeggeri, come siti, app, biglietti elettronici e informazioni di viaggio;
  • gli e-book e i software dedicati;
  • i servizi che danno accesso ai media audiovisivi.

Quali prodotti riguarda

Sul fronte dei prodotti rientrano, tra gli altri, computer e sistemi operativi, smartphone, terminali di pagamento, sportelli automatici e terminali self-service, lettori di e-book. Queste regole interessano soprattutto produttori, importatori e distributori.

Chi è escluso

Le microimprese che forniscono servizi, cioè le imprese con meno di dieci persone occupate e un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro, sono esentate dagli obblighi relativi ai servizi. La normativa prevede inoltre la possibilità di invocare un onere sproporzionato o una modifica sostanziale del servizio, con valutazioni da documentare. Sono previsti anche alcuni periodi transitori per servizi e prodotti già in uso prima dell'applicazione delle nuove regole. Ogni eccezione va valutata con attenzione e non va data per scontata.

Cosa cambia per siti web ed e-commerce

Per un'impresa che vende online ai consumatori e non rientra nelle esenzioni, l'intero percorso d'acquisto deve essere accessibile: ricerca dei prodotti, schede, carrello, registrazione, pagamento, conferme, assistenza. I requisiti tecnici fanno riferimento alla norma europea armonizzata EN 301 549, che a sua volta richiama le linee guida internazionali WCAG. È inoltre richiesto di fornire informazioni su come il servizio soddisfa i requisiti di accessibilità.

Per i servizi, la vigilanza in Italia è affidata all'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID). Le persone possono segnalare servizi non accessibili, e il mancato rispetto delle regole può comportare sanzioni oltre a un evidente danno di reputazione.

E gli enti pubblici?

Per le pubbliche amministrazioni l'accessibilità digitale non è una novità: in Italia è regolata da tempo dalla legge n. 4 del 2004, nota come legge Stanca, e dalle linee guida AgID, in attuazione anche della direttiva europea sull'accessibilità dei siti web e delle app degli enti pubblici. Gli enti devono, tra l'altro, pubblicare e aggiornare la dichiarazione di accessibilità dei propri siti e app. L'European Accessibility Act si aggiunge a questo quadro soprattutto sul versante dei prodotti e dei servizi offerti sul mercato. Per gli enti e le realtà associative che gestiscono portali e servizi online, l'accessibilità resta quindi un requisito di base. Sul tema è disponibile anche una pagina dedicata agli enti pubblici.

Come rendere accessibile un sito: il percorso consigliato

  1. Verificare l'ambito: capire, con il supporto di un professionista, se e per quali servizi l'organizzazione è soggetta agli obblighi.
  2. Fare un audit: combinare strumenti di verifica automatica con test manuali, inclusa la navigazione da tastiera e con lettore di schermo. Gli strumenti automatici individuano solo una parte dei problemi.
  3. Stabilire le priorità: intervenire prima sui percorsi essenziali, come acquisto, prenotazione, registrazione e contatto.
  4. Correggere design e codice: contrasti, struttura dei titoli, testi alternativi, etichette dei moduli, messaggi di errore, componenti interattivi.
  5. Curare i contenuti: documenti PDF accessibili, video sottotitolati, linguaggio chiaro.
  6. Documentare: preparare le informazioni sull'accessibilità del servizio e un canale per le segnalazioni degli utenti.
  7. Mantenere nel tempo: formare chi pubblica i contenuti e inserire controlli di accessibilità in ogni aggiornamento.

Quando si progetta un sito nuovo, conviene inserire l'accessibilità nel capitolato fin dall'inizio: costa molto meno che correggerla dopo. Nei progetti seguiti da Alessandro Congedo l'accessibilità viene trattata insieme a prestazioni e sostenibilità, perché le scelte che rendono un sito leggero e ordinato lo rendono anche più fruibile. Chi deve rifare o adeguare la propria piattaforma può approfondire la realizzazione di siti web ed e-commerce.

Gli errori più comuni

  • Affidarsi solo a plugin o barre di accessibilità sovrapposte al sito, che non risolvono i problemi strutturali.
  • Considerare l'accessibilità un intervento una tantum invece di un requisito continuo.
  • Trascurare documenti, moduli e contenuti caricati dopo la messa online.
  • Pensare che riguardi solo una piccola parte degli utenti: un sito accessibile è più semplice per tutti.

Accessibilità, SEO e sostenibilità

Un sito accessibile ha una struttura chiara, titoli ordinati, testi alternativi e contenuti leggibili: le stesse caratteristiche che aiutano motori di ricerca e assistenti basati su intelligenza artificiale a comprenderlo. Per questo il lavoro sull'accessibilità si integra bene con quello di un consulente SEO. È anche una scelta di inclusione coerente con la visione di Alessandro Congedo, che unisce innovazione e responsabilità e destina una parte dei ricavi di ogni suo progetto a progetti ambientali, come illustrato nella pagina sulla sostenibilità.

In sintesi

  • L'European Accessibility Act si applica dal 28 giugno 2025 ed è stato recepito in Italia con il decreto legislativo 82/2022.
  • Riguarda tra l'altro e-commerce, servizi bancari, comunicazioni elettroniche, trasporti, e-book e media audiovisivi.
  • Le microimprese che forniscono servizi sono esentate, ma ogni eccezione va valutata con attenzione.
  • Il riferimento tecnico è la norma EN 301 549, che richiama le WCAG.
  • Audit, priorità, correzioni, documentazione e manutenzione sono le fasi di un percorso efficace.

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Domande frequenti

Da quando si applica l'European Accessibility Act?
Le regole si applicano dal 28 giugno 2025. In Italia la direttiva è stata recepita con il decreto legislativo n. 82 del 2022.
Il mio e-commerce deve essere accessibile?
Se vende online ai consumatori e l'impresa non è una microimpresa, in linea generale sì. La posizione specifica, comprese eventuali eccezioni, va verificata con un professionista.
Le microimprese sono escluse dall'European Accessibility Act?
Le microimprese che forniscono servizi, con meno di dieci persone occupate e fatturato o bilancio fino a 2 milioni di euro, sono esentate dagli obblighi sui servizi. Rendere il sito accessibile resta comunque una buona pratica.
Basta un plugin per rendere accessibile un sito?
No: barre e plugin sovrapposti non risolvono i problemi di struttura, codice e contenuti. Serve un audit con test manuali e interventi sul sito.
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